In occasione di questi concerti sarà presentata una
“Ritratti di (in)giustizia”
particolare, al caso di Mikhail Khodorkovsky e Platon Lebedev,
al sostegno dell’associazione Memorial, associazione vincitrice del Premio
Sakharov nel 2009, e al supporto del giornale russo Novaya Gazeta.
Prima del suo arresto, Mikhail Khodorkovsky, ex capo della compagnia petrolifera
russa Yukos, era conosciuto in tutto il mondo come un uomo d’affari di successo. Ora è
conosciuto come un prigioniero politico dopo che le sue attività e le sue iniziative lo
hanno messo in contrasto con il Cremlino. Dopo un primo processo, iniziato nel 2003 e
caratterizzato da gravi vizi procedurali, Khodorkovsky e Lebedev sono stati entrambi
riconosciuti colpevoli e condannati a scontare otto anni di prigione in Siberia.
Nell’ottobre del 2007, quando i due imputati avrebbero potuto godere del diritto alla
libertà vigilata, sono emerse nuove accuse di appropriazione indebita e di riciclaggio di
denaro, contraddicendo le precedenti sentenze emesse contro di loro e contro la Yukos.
L’intento di queste nuove accuse è quello di mantenere Khodorkovsky e Lebedev in
carcere. Un nuovo processo contro Khodorkovsky e Lebedev si è aperto a Mosca nel
marzo 2009 e si concluderà nei prossimi mesi.
Molti osservatori internazionali ritengono che le accuse siano motivate da ragioni
politiche. Nel corso degli ultimi anni, autorevoli decisori internazionali, tra cui il
Presidente della Commissione Europea Manuel Barroso, il Presidente del Parlamento
Europeo Hans-Gert Pöttering, l’allora senatore Barack Obama, il Cancelliere Angela
Merkel si sono attivati per chiedere che vengano garantiti i più elementari diritti di
difesa nei confronti degli imputati Khodorkovsky e Lebedev e che le autorità russe si
impegnino a ristabilire il rispetto delle regole dello Stato di diritto e dei diritti umani.
Alcuni parlamentari italiani, con capofila Pierferdinando Casini, hanno formalmente
chiesto in Parlamento, nel settembre dello scorso anno, attraverso una mozione votata
alla Camera dei Deputati, che anche l’Italia muova alcuni passi nella medesima
direzione, per un impegno concreto per il rispetto dei diritti umani e del diritto alla
difesa di Mikhail Khodorkovsky, Platon Lebedev e dei cittadini russi. Il processo a
Khodorkovsky e Lebedev è ormai ampiamente riconosciuto come banco di prova
decisivo dell’impegno del presidente Medvedev di porre fine al “nichilismo giuridico”
in Russia.